L'Arbëreshë è una lingua di origine Illyrë-Pelasge, al di là dei numerosi ed inevitabili prestiti lessicali degli ultimi secoli, non risultano alcune affinità con gli altri gruppi del ceppo indoeuropeo.
Nei primi secoli d.C. (dominio romano), dall'Illiria al Pireo, comincia ad inserirsi parte della lingua e della cultura latina. Gli Arbëreshisht (albanesi) discendono dagli Pelasgi e poi Illyri.
Fino agli eventi romani, 20 sec. or sono, la lingua mai ebbe legami con lingue latino o greco. La lingua Arbëreshë si è formata in un periodo antico, molto prima di queste lingue. Si chiamava lingua "Arbe". Negli ultimi due tre secoli la lingua "Arbe" venne sostituita col nome "Shqìpë", "Shqipëtar" ("Shqiperìa") indicante "Paese delle aquile". Il principe Gjegje Kastriot Skënderbeu nel suo tempo, oltre alla propira lingua madre Arbëreshë, parlava altre 4 lingue e scriveva alla madre a Kruja, in Arbëreshë, e gli Uthman (Ottomani turki) non intendevano il linguaggio, che poi nei secoli a seguire fecero piazza pulita di tutta la cultura, lingua e storia col fuoco, lasciando il popolo senza alcuna traccia scritta di questo antichissimo linguaggio.
Un vecchio documento scritto, oggi reperibile, risale all'anno 1462 ed è "Formula e Pagëzimit" scritta dall'arcivescovo Pal Engjëlli. Una grande opera letteraria, dal titolo "Meshari" studiato e scritto da Gjon Buzuku è pubblicata nel 1555. Frang Bardhi è l'autore del primo dizionario dal latino al Tosco (albanese), formato da circa 5000 termini, stampato nel 1635.